Continua dalla Home Page - Dario Mancini, inventore, ingegnere ed astronomo

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Dalla home page .... L'improvement attualmente in corso consiste [link:3]nell'integrazione di uno spettrografo FOSC[/link:3] debitamente modificato e nel refurbishment di una serie di sottosistemi, quali il probe di piano focale, il sistema di centraggio automatico dell'immagine in fenditura, il sistema di raffreddamento del detector da azoto a peltier e non ultimo il ricablaggio dell'intera rete informatica del telescopio e della sezione di controllo tra azimut e altitude. A tal proposito sono state inserite delle interconnection box, ESO like, tra azimut e altitude per semplificare eventuali fasi di disconnessione e manutenzione dei sottosistemi.  Ciò consentirà di sfruttare al massimo la robotizzazione del sistema, funzione che non va confusa con il "remote control" che è tutt'altra cosa, un altro pianeta. Solo se si effettua la progettazione integrata è possible attuare la effettiva robotizzazione del sistema in quanto i tool SW devono avere la completa padronanza di ogni sottosistema. Solo in caso di progettazione integrata è possibile operare in totale autonomia incrementando i risultati della ricerca in termini di quantità e qualità. Il telescopio è stato interamente ideato, progettato e realizzato dal sottoscritto con  il supporto di mio fratello Guido per gli aspetti di progettazione e disegno meccanico. Hanno partecipato alle fasi successive di messa a punto del sistema ottico Fausto Cortecchia, Gabriella Marra. Il telescopio è stato completato nel 1995 ed inaugurato nel marzo 1996. L'installazione in cupola prevista per la seconda metà del 1996 è slittata al 2001 a causa di problemi burocratici legati alle opere civili a carico del Comune di Castelgrande. Dopo l'inaugurazione in sito, effettuata nel 2001, il telescopio è rimasto ancora inutilizzato fino al 2005 a causa della mancanza di fondi e di personale. La costituzione di una fondazione, avente come soci  INAF-OAC e Comune di Castelgrande, ha consentito la ripresa dei lavori. Uno staff, purtroppo provvisorio,  ha consentito a partire dal 2005 di completare gli impianti e il sistema di piano focale oltre che tutti i sistemi e sottosistemi dell'osservatorio a valle di una fase di training gestita dal sottoscritto. Nel 2007 sono iniziate le osservazioni tecniche di verifica della funzionalità dei vari sottosistemi ed effettuato il commissioning che si è concluso nel settembre del 2008. Le attività di ricerca sono iniziate nell'ultimo trimestre del 2008. I risultati scientifici del primo effettivo anno di osservazione sono stati presentati all'ultimo convegno SAIT 2010 in Napoli. Le persone che hanno operato  professionalmente e fattivamente al progetto TT1 sono Guido Mancini, Gabriella Marra, Fausto Cortecchia, Valentina Fiume Garelli, Giancarmine Castiello, Nicola Pennimpede che tutt'ora opera. Lo staff provvisorio che anche è stato fondamentale per il buon esito del progetto è stato composto da Luigi Salvato, Abate Francesco, Vincenzo Martinelli, per la messa a punto del sistema gestionale della stazione e degli impianti, Vito Cardillo, Michele Masi, Mario Marinaro, Dario Di Nunzio come supporto ai montaggi e completamenti, oltre alla manutenzione dell'edificio e degli impianti e al supporto notturno durtate i test. Il polishing del sistema ottico (primario e secondario) è stato effettuato dalla ditta [link:2]Marcon di San Donà di Piave[/link:2] su black di zerodur special Shot che ho personalmente acquistato presso la società Shot. Si tratta del sistema ottico di maggiori dimensioni mai lavorato in Italia. La qualità del sistema ottico è eccellente.

Nelle due immagini sottostanti, il TT1 in officina durante l'inaugurazione ed installato in cupola.
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Il progetto deve quindi a varie persone e solo ed indiscutibilmente alla loro volontà e bravura se è stato realizzato. Guido operò gratuitamente per il progetto TT1 e realizzò anche parte del software di controllo del progetto TNG, soprattutto aiutandomi nella stesura delle routines di gestione degli encoder del telescopio, all'epoca innovative ed ancora oggi utilizzate. Non solo ha disegnato l'intero telescopio nel dettaglio ma ha anche costruito personalmente la struttura in carpenteria del telescopio stesso. Valentina, oltre al design del telescopio, ha anche partecipato in prima persona alle fasi di integrazione in officina ed unica alla fase di integrazione del telescopio in cupola delle ottiche e della meccanica insieme a Giancarmine Castiello. Un'altra persona fondamentale per il progetto è Nicola Pennimpede, di Castelgrande, che avevo conosciuto presso la società dove integrammo il telescopio, la IRMAC Sistemi di Balvano (PZ). Nicola ha partecipato intensamente alla fase di completamento degli impianti ed all'avviamento della stazione dal 2004 in poi. Ha curato non solo la messa a punto di tutta la documentazione tecnica della stazione ma ha coordinato il personale nelle diverse attività, realizzando una capillare, ordinata e funzionale gestione delle attività di stazione. Nicola risulta tuttora persona fondamentale per il buon funzionamento di tutto l'osservatorio insieme a Fausto Cortecchia. Per i controlli e il software ho operato da solo realizzando  l'intero sistema di controllo ed il relativo SW, che sono tutt'ora quelli utilizzati per le attività scientifiche.  Ma una stazione non si ferma agli aspetti tecnologici. Entrano in gioco coloro che risultano fondamentali affinchè il telescopio abbia poi un significato scientifico. In primis Luigi Colangeli, direttore dell'OAC, che non ha ostacolato, come altri, il completamento delle attività, dando finalmente spazio e respiro al progetto. Disponibile e professionale, Vincenzo Ripepi, che cura gli collabora per gli aspetti scientifici e di caratterizzazione degli strumenti, Massimo Dallora e Roberto Molinaro, contrattisti, che hanno partecipato alla fase scientifica di avviamento del telescopio. Fausto, Gennaro Cretella, Nicola, Massimo, Roberto, Nicola  ed io stesso operiamo al telescopio per le osservazioni notturne. I dettagli del  lavoro svolto nell'ambito di questo progetto saranno presto inseriti nella pagina dedicata alle attività relative al progetto TT1.




 
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